5 libri che parlano di libri
Da sempre trovo affascinanti i romanzi che si sviluppano attorno a un volume.
Eccone alcuni:
1. Il nome della rosa - Umberto Eco
Non ha bisogno di presentazioni, è IL libro, se non lo avete letto a scuola (cosa che vi auguro, dal momento che trovo sia più apprezzabile da parte di un pubblico più maturo) o in seguito, fatelo ora. Un giallo intriso di storia e filosofia, ambientato in un'abbazia che è ben più di un luogo di preghiera.
2. Il segreto della libreria sempre aperta - Robin Sloan
Una libreria aperta 24/7 sembra nascondere un segreto che il protagonista, assunto per lavorarci nei turni di notte, è determinato a scoprire, ritrovandosi presto coinvolto in un enigma che unisce manoscritti antichi e tecnologia. Leggero, scorrevole, perfetto per riprendere a leggere.
3. L'ombra del vento - Carlos Ruiz Zafòn
Romanzo - leggero come il precedente anche se decisamente più romantico - del genere giallo, ambientato nella Barcellona del dopoguerra, unisce mistero, atmosfera gotica, passione e letteratura. Il filo conduttore: un misterioso autore che il protagonista è determinato a smascherare.
4. Fahreneit 451 - Ray Bradbury
Distopico, l'avrete sicuramente letto a scuola. Lo ammetto, non leggerissimo, ma non trascurabile in questa piccola lista a proposito di libri.
5. La storia infinita - Michael Ende
Lo sapete, qui il confine tra realtà e fantasia si fa sottile fino quasi a sparire. Decisamente di un altro genere, ma meritevole di essere letto per chi è appassionato di storie fantastiche.
La lista potrebbe andare avanti: in questo sito addirittura ne consigliano 100, divisi per "temi".
Quali avete letto? Quali consigliereste?
Buona lettura!
E.

La verità sul caso Harry Quebert, un libro che, secondo me, potrebbe tranquillamente essere citato tra quelli di questa lista.
RispondiEliminaÈ un bel giallo, in cui vengono toccati anche diversi temi importanti, forse più di tutti il contrasto tra passione e morale, ma anche la dedizione di un uomo che, in fondo, sa che la sua amata non tornerà più e che, nonostante questo, continua ad amarla.
Ci sono stati momenti in cui ho fatto davvero fatica a smettere di leggerlo, tanta era la curiosità di scoprire cosa sarebbe successo dopo. Devo dire, però, che tra i gialli tendo ad apprezzare maggiormente quelli un po’ meno romanzati e più deduttivi. Questo, comunque, riesce a trovare un buon equilibrio tra le due cose, senza sacrificare né la componente investigativa né quella più narrativa.
Una frase che, secondo me, merita di essere menzionata è l’incipit del capitolo 21:
"Marcus, sai qual è l'unico modo per misurare quanto ami una persona?"
"No."
"Perderla."