Che pasticcio: il diario di Bridget Jones

No, il titolo non è un refuso. Il film (parlo del primo della serie) è davvero già un pasticcio e ora spiegherò come mai la pensi così. Ps. se non lo avete visto non proseguite. Non che si possa parlare propriamente di "spoiler" ma comunque, guardatelo e poi tornate qui :) 

Tralasciamo la considerazione già affrontata da altre mille persone sul fatto che Bridget venga vista come una ragazza dalla "taglia forte", quando a me sembra in realtà perfettamente normopeso: è un film di altri tempi e quindi ce lo facciamo andare bene. Allo stesso modo - mi direte - potrebbe essere inutile commentare come farò di seguito, ma mi chiedo: davvero negli anni 2000 non esisteva l'amor proprio per le ragazze?

Iniziamo con la liaison intrapresa da Bridget con il capo Daniel Cleaver, che dopo nemmeno mezza giornata di chat le palpa il sedere in ascensore. Lui è palesemente un malessere ma lei, single nei suoi 30 anni, non vuole vedere la realtà dei fatti: di certo sarà una cosa seria!

Attenzione, perchè la vera chicca del film è la contrapposizione tra il bello e dannato Daniel e il pacato e divorziato avvocato Mark Darcy; un (come si direbbe a Trieste) CUGNO devastante, pesantissimo e - anche se fidanzato con una collega altrettanto tremenda - ovviamente e senza alcuna ragione invaghito della nostra protagonista. Sarà perchè le fanno fare una serie di figuracce - anche se si capisce che, in realtà, lei è intelligente anche se un po' goffa - , lui la prende in simpatia e decide di presentarsi a tutte le occasioni sociali a cui, misteriosamente, non aveva mai fatto apparizione prima d'ora.

Il "bello" della pellicola è quindi che a 30 anni la cara Bridget, che fuma e beve come una PIRIA (altro meraviglioso termine triestino), passa dal non aver mai avuto un fidanzato a "dover" scegliere tra due pretendenti, uno peggio dell'altro. L'opzione "continuo a fumare sul divano cantando All by myself" non è contemplata. La scena in cui lei va a una cena di sole coppie è del resto rappresentativa della pressione sociale subita dalla ragazza: essere single (perchè poi? è così difficile trovare un partner?) è deplorevole e bisogna porre rimedio molto in fretta a questa catastrofica condizione. 

Curiosità: anche i tre amici di Bridget sembrano non avere un partner, eppure loro si divertono, sono felici e vanno in vacanza a Parigi. Che top! Cara Jones: svegliati.

Ho trovato invece molto simpatica la storia parallela dei genitori di lei. Una coppia che dopo tanti anni di amore si trova in crisi: la madre non ha più stimoli e trova una distrazione in un venditore televisivo che le propone una carriera scintillante. Naturalmente, il padre è un buono e non fa niente per opporsi a questa ribellione. Quando la madre torna da lui, però, dice una battuta che non ci aspetteremmo: "non lo so, è stato un periodo difficile". Per un secondo prende il controllo, come per dire: eh no cara, non è che puoi tornare così come te ne sei andata! E invece sì. La abbraccia l'istante dopo, dicendole di stare scherzando. Che epilogo tenero; chissà poi come ravviveranno il matrimonio (cercherò di capirlo riguardando il secondo film, dove mi pare che ci si concentri sulla pesantezza e indisponibilità emotiva del pedante Darcy).

Ah già...il diario? un simpatico espediente narrativo nonché elemento che alla fine del film mette in luce l'incapacità di dialogare dell'uomo che lei alla fine sceglie per sé. 

Bridget, sei fantastica, perchè ti vuoi così male?

E.

Eccoli qui, nella loro diabolica scemenza. Immagine:IMDb.


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